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Come negli anni ’80. Il Cantiere per la Pace riparte dall’eredità di Comiso

di Giovanni Cannata

Gentile redazione,

Vi ringrazio per lo spazio che mi concedete e per la possibilità che mi offrite di far conoscere una realtà che, da Comiso, sta per riprendere la sua attività grazie all’impegno di alcun* cittadin*: il Cantiere per la Pace. La metafora del cantiere ci è molto gradita perché bene rappresenta la nostra idea di pace come processo continuo di costruzione e pagina bianca che noi, tutti e tutte insieme, abbiamo la responsabilità di scrivere ogni giorno.

Negli anni Ottanta, Comiso è stata la sede di una delle più grandi mobilitazioni pacifiste che l’Italia e l’Europa abbiano conosciuto. Contro l’installazione dei missili Cruise nella base NATO, migliaia di uomini e donne si riunirono per dire con fermezza “no” alla logica del riarmo e dell’equilibrio del terrore e “sì” a una cultura della pace fondata sulla nonviolenza, sul dialogo, sul negoziato, sulla solidarietà tra i popoli e sulla responsabilità condivisa per il futuro dell’umanità. Quella stagione di impegno attivo, di campeggi, di marce, di azioni nonviolente e di disobbedienza civile ha lasciato un’eredità che non è solo memoria, ma anche responsabilità per il movimento pacifista internazionale. Questa eredità oggi deve parlare al presente e non solo a Comiso, ma irradiarsi a tutte le comunità vicine perché siamo ancora più consapevoli che la pace non è un evento esterno da attendere passivamente, ma un processo di creazione paziente, attiva e laboriosa, a partire dal riconoscimento e dalla difesa del valore assoluto di ogni essere umano, soggetto unico ed irripetibile, non suddito della storia ma coautore insieme agli altri dei processi storici che si realizzano attraverso le scelte responsabili di ognuno.

In un mondo attraversato da nuove guerre, da corse al riarmo, da conflitti che sembrano moltiplicarsi anziché ridursi, dalla emergenza climatica ed ambientale, abbiamo sentito insieme a divers* amic* ed associazioni il dovere e l’urgenza di raccogliere quel testimone. Il Cantiere vuole scongiurare i pericoli delle false rappresentazioni della pace allorché viene presentata come semplice assenza di combattimenti o silenzio di fronte alle ingiustizie, accettazione dell’ordine imposto con la forza, silenzio di fronte alle vittime. Si vogliono smentire e smascherare le narrazioni false, reticenti o che, chinando il capo, finiscono per premiare l’aggressore e che così facendo alimentano ulteriormente le dinamiche di guerra. Il Cantiere della Pace vuole essere aperto a cittadini e cittadine, realtà associative, religiose, sociali e culturali, che in una logica e con un sistema di rete cooperano ad un progetto di costruzione dal basso della pace mediante metodi nonviolenti, disarmati e disarmanti. Un progetto di cooperazione internazionale tra i popoli mediante relazioni di fiducia, di solidarietà e di condivisione, superando nazionalismi e logiche di dominio.

Un progetto che:

  • si ispira ai principi fondamentali della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e agli ideali dell’Europa Unita come fu concepita dai suoi Padri Fondatori, quale progetto di pace, integrazione e superamento definitivo dei conflitti nazionalistici;
  • si richiama alla Costituzione italiana, in particolare all’Art. 11 (ripudio della guerra e promozione dell’ordinamento internazionale per la pace) e all’Art. 118 (principio di sussidiarietà per l’iniziativa autonoma dei cittadini);
  • è autonomo da partiti, governi e istituzioni rimanendo tuttavia aperto alla collaborazione con gli stessi oltre che al contributo di chiunque ne condivida principi e finalità.

E si propone di:

  • promuovere nelle scuole, tra le giovani generazioni e nelle comunità, a Comiso e in tutto il territorio ibleo la cultura della pace e della nonviolenza e già dal corrente anno scolastico 2026/2027 è stato inviato a tutte le scuole di ordine superiore della provincia un progetto in tal senso;
  • avviare attività di educazione alla trasformazione nonviolenta dei conflitti attraverso iniziative culturali che valorizzano un’immagine positiva dell’essere umano capace di comprendere le diversità e di superare positivamente i conflitti;
  • cooperare con le iniziative di opposizione attiva alle politiche di riarmo, alla militarizzazione del territorio e alla logica della guerra come normalità del discorso pubblico;
  • favorire la raccolta, la custodia e la valorizzazione della memoria storica del movimento pacifista degli anni Ottanta di Comiso, attraverso archivi, testimonianze, incontri intergenerazionali e collaborazioni con enti di ricerca;
  • promuovere la difesa dei diritti umani a livello locale, nazionale e internazionale, costruendo reti di collaborazione con altre realtà nonviolente;
  • opporsi alle politiche di riarmo tout court, alla militarizzazione del territorio e ad ogni logica e dinamica di guerra come normalità del discorso pubblico;
  • promuovere il disarmo del linguaggio e della coscienza per riconoscere nell’altro non una minaccia ma il partner necessario per la realizzazione propria e altrui;
  • avviare e favorire iniziative a difesa degli ultimi, dei ceti più deboli, degli emarginati, iniziative di solidarietà concreta verso popolazioni colpite da carestie, emergenze sanitarie, disastri climatici, guerre, occupazioni e conflitti armati;
  • promuovere la pratica e la diffusione di strumenti di nonviolenza attiva, di disobbedienza civile, di obiezione di coscienza, di mediazione dei conflitti, di comunicazione nonviolenta.

Nella convinzione e consapevolezza che le logiche di sopraffazione, per quanto supportate dalle nuove tecnologie, sono destinate a fallire, ma nel frattempo generano disastri, sofferenze inaudite, distruzioni e morte, diventa urgente e necessario ritrovare nella coscienza dell’essere umano il fondamento comune per le scelte da fare e per l’assunzione di responsabilità personali e collettive.

Approfitto della vostra ospitalità per rivolgere un invito a tutte le persone e realtà associative interessate ad aderire a cominciare dall’evento rievocativo per il 45° anniversario (11.10.1981) della prima marcia dei così detti trentamila, che si svolgerà a Comiso sabato 10 e domenica 11 ottobre.

Comunità Progressista n. 8 – Settembre/Ottobre 2026

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