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Elettrodotto Italia-Malta, Calabrese e Schininà (PD): “Il sindaco chiarisca se i massi resteranno sulla costa di Marina di Ragusa”

“I cittadini hanno diritto di sapere se i massi collocati sulla costa di Marina di Ragusa saranno rimossi al termine dei lavori dell’elettrodotto Italia-Malta oppure resteranno definitivamente. Il sindaco chiarisca che cosa sa l’Amministrazione e quale sarà la sistemazione finale di quel tratto di litorale”.
Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, che insieme ai consiglieri Mario Chiavola e Giuseppe Podimani firma un’interrogazione a risposta scritta sulle opere presso l’approdo del secondo collegamento elettrico con Malta. Alla richiesta al sindaco si affianca un esposto alla Capitaneria di porto di Pozzallo e alla Procura di Ragusa, sottoscritto da Calabrese e dal segretario cittadino del PD Riccardo Schininà.
“Una trasformazione così evidente della costa suscita comprensibile preoccupazione – prosegue Calabrese –. Chiediamo se il Comune fosse stato informato preventivamente, quali chiarimenti abbia richiesto e se la struttura sia prevista dal progetto approvato. L’Amministrazione acquisisca e renda disponibili gli elaborati, le autorizzazioni e i documenti che descrivono come sarà riconsegnata l’area alla fine del cantiere”.
Nei due atti viene richiamata la documentazione progettuale pubblicamente disponibile, che per l’approdo indica la perforazione orizzontale controllata, finalizzata a limitare l’impatto sulla costa.
“Occorre chiarire quale funzione abbia la struttura di massi e perché sia necessaria – afferma Schininà –. Alla Capitaneria chiediamo un sopralluogo per verificarne la conformità al progetto e alle concessioni demaniali, accertare se sia provvisoria o permanente e quali interventi di ripristino ambientale e paesaggistico siano previsti. Alla Procura sottoponiamo i fatti perché valuti gli accertamenti opportuni”.
“Non anticipiamo conclusioni su eventuali irregolarità o responsabilità – conclude Schininà –. Chiediamo verifiche e informazioni documentate. La tutela del demanio marittimo e il futuro della nostra costa riguardano tutta la comunità: i residenti devono poter conoscere che cosa si sta realizzando e che cosa resterà al termine dei lavori”.

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