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Il noi prima dell’io – Speciale Costruire l’Alternativa

METTERSI IN GIOCO OLTRE LE DIFFERENZE

di Marcella Borrometi
Segretaria provinciale Sinistra Italiana

Non sarà lontano il momento nel quale anche la nostra città, capoluogo di provincia, dovrà misurarsi con la sfida di proporre una vera e solida alternativa a tutte le cittadine e i cittadini che sentono il bisogno di una Ragusa che sia davvero progressista.
Nella nostra provincia, a Ispica, sembra di sentire ancora il rumore dei volantini elettorali cadere sui marciapiedi. L’esperienza di Ispica deve essere tenuta salda per consentirci di riflettere.
Occorre tenere nitido nella nostra memoria anche il ricordo delle scorse amministrative ragusane, nelle quali il fronte progressista non è riuscito a trovare la convergenza, soprattutto in termini di metodo, che potesse unire tutte e tutti.
Oggi, la risposta credo possa essere soltanto unità.
L’unità la si può raggiungere con il confronto e il dialogo tra le forze progressiste su un livello di parità e lealtà reciproche. La vera e prima alternativa progressista per la nostra città non potrà che essere un percorso unitario, portato avanti, sin da subito, dalle forze di centrosinistra, evitando che questo diventi l’alleanza elettorale dell’ultimo minuto per sommare più voti. Non è di questo che la nostra città ha bisogno.
In questi termini AVS, con un pizzico di presunzione, si propone di essere la forza politica che favorisca questo dialogo e la costruzione di questo percorso, che preveda la definizione di un metodo per stabilire il perimetro, i punti cardine di un programma e la costruzione di una squadra basata su criteri diversi dal passato: una squadra che si basi esclusivamente su competenze, in cui tutte le forze politiche abbiano la possibilità di indicare la persona che, sulla base delle proprie competenze, possa ricoprire un assessorato e senza che la designazione venga rinviata a non meglio precisati momenti successivi, con il pretesto che le forze politiche che abbiano ricevuto più voti abbiano la precedenza sulle altre. In politica è ormai obsoleto il concetto secondo cui i voti facciano le competenze.
E poi, basta con un solo uomo al comando!
I passaggi preliminarmente necessari dovranno individuare il metodo per la definizione di un perimetro progressista che mantenga i profili della coerenza, i punti del programma, la squadra assessoriale secondo il criterio della competenza, che si nutra delle sensibilità associative e aperto alle realtà civiche progressiste, sebbene accorti al pericolo che il civismo politico può portare con sé: inaccettabili misticanze di riciclati o di personaggi in cerca di autore, che vanno evitati. Con questa modalità la comunità progressista avrà il compito di lavorare per individuare una coppia, Sindaco/a e Vice Sindaca/o, che sia in grado di rappresentare la nostra città, lavorando braccio a braccio. L’idea sarebbe la costruzione del c.d. ticket, questo sì che lancerebbe un segnale di rottura con il passato, un’idea nuova di Ragusa: una Ragusa Donna nell’anima, tra i vicoli e nelle piazze, una Ragusa efficiente e accessibile, una Ragusa che parli del Barocco, ma non solo e non sempre, una Ragusa che adotti un sistema di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, imponendo un salario minimo comunale per tutte le imprese e i fornitori che vogliano partecipare alle gare di appalto, una Ragusa che sappia affrontare con maturità e preparazione il problema della sicurezza, fornendo risposte adeguate e non rastrellamenti d’effetto.
Queste non sono utopie; sono idee, nemmeno difficili da realizzare.
Ma esiste una condicio sine qua non. Che il fronte progressista si veda unito e compatto, sulle idee, sul perimetro, sul programma, sulla squadra, senza che nessuno ponga ingiustificati veti che mirino esclusivamente alla strategia politica. Le forze progressiste possono riuscire in questo intento.
Unite ed uniti vinceremo. Siamo il simbolo di rottura e di rinnovamento.
È ancora importante ricordare gli errori del passato, per evitare di commetterli ancora. Ma ritengo che siano già stati ampiamente scontati. Adesso si guarda al futuro, all’alternativa progressista, “con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” (A muso duro, Pierangelo Bertoli).

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