Skip to content

La politica della responsabilità – Speciale Costruire l’Alternativa

UNA LEADERSHIP AL SERVIZIO DELLA COMUNITÀ

di Tonino Solarino
Presidente Regionale Demos

Il prossimo sarà un anno di elezioni. C’è una responsabilità da assumersi e una speranza da costruire. I partiti progressisti e riformisti (il termine campo largo non mi fa sognare perché mi dà più l’idea di un contenitore che di una visione) devono lasciarsi alle spalle pregiudiziali e ambizioni personali per servire unitariamente la nostra comunità. Dovunque ascolto auspici di unità e di un progetto che sappia indicare una visione e organizzare le priorità. Una proposta al riparo da ambiguità e da personaggi che in questi anni sono saltati sul carro del vincitore di turno, per poi scendere e riciclarsi altrove.
La politica è pensiero sintetico e richiede certamente fatica costruire un progetto unitario che sappia valorizzare e stimare le differenze e dare rappresentanza agli interessi compositi della città, ma se l’unità è fatica è anche forza e bellezza. D’altra parte come forze politiche che si dicono attente alla solidarietà non appariremmo credibili se mostrassimo un volto conflittuale e una classe dirigente concentrata su contabilità opportunistiche. Come potremmo immaginare di essere testimoni credibili di solidarietà fraterna se la frammentazione dovesse prevalere? Giovanni Falcone affermava che “isolarsi non è mai una virtù” e in un tempo di “morte del prossimo”, dove l’unico pronome in bocca a tanti è “io”, dobbiamo far diventare il pronome “NOI” il cuore del nostro programma e del nostro agire per prenderci cura di chi ha “fame”: di cibo, di casa, di lavoro, di relazioni, di cultura, di salute, di giustizia, di servizi. Ragusa ha bisogno di leadership fraterna e di ritrovarsi come città fraterna, perché sta correndo il rischio di diventare una somma di solitudini.
Non c’è tempo da perdere. Il programma e il candidato/a sindaco vanno indicati prima possibile. Personalmente mi piacerebbe che il/la sindaco/a e vice fossero un uomo e una donna, una coppia politica, capace di leadership condivisa per rappresentare al meglio le diverse sensibilità della città, a partire da quella di genere.
Non mi sfugge che non sarà facile trovare un consenso unanime sul candidato. Nessuna pregiudiziale verso nessuno, ma certamente non può essere candidato a sindaco chi fa fughe in avanti autocandidandosi, perché non sarebbe credibile come garante di vera unità. Così come non può essere nostro candidato a sindaco chi ha continuato ad appoggiare l’amministrazione uscente, dopo la virata a destra.
Un ultimo auspicio. A livello nazionale sento circolare tentazioni di esclusioni che non condivido. Io penso che abbiamo bisogno di tutti gli strumenti per fare una buona orchestra purché suoniamo tutti lo stesso spartito. Uno spartito che si chiama “Ragusa”, che si chiama amore per gli abitanti di Ragusa.
Se c’è vera volontà unitaria la soluzione si trova. È certamente auspicabile che siano i dirigenti locali a scegliere il candidato che per caratteristiche personali e potenzialità elettorale possa rappresentare tutti, ma se questo non dovesse avvenire vanno bene le primarie, il sondaggio o in ultima analisi il ricorso agli organismi regionali e nazionali purché il valore dell’unità sia salvaguardato.
Non perdiamo di vista che le cose che ci uniscono sono molte di più di quelle che ci dividono. Siamo stati insieme con successo a difendere la Costituzione e le istituzioni dal tentativo della destra di calpestarle. Che quella vittoria sofferta insieme sia modello e ispirazione per dare un governo alla città di Ragusa… E non solo!

Torna su