UN PERCORSO PER TUTTE LE FORZE PROGRESSISTE E LIBERO DAI PERSONALISMI
di Riccardo Schininà
Segretario Circolo PD Ragusa

Sin dal mio insediamento come segretario del Circolo PD di Ragusa, lo scorso anno, ho condiviso con la mia segreteria e con la direzione cittadina un percorso trasparente, semplice e preciso definito da tre punti fermi: il primo sostanziale, il secondo formale e il terzo di natura soggettiva.
Li espongo in sintesi nello spazio di queste tremila battute.
Aspetto sostanziale. Sono e siamo fermamente convinti che il perimetro di una possibile alleanza per le prossime amministrative si delinei a partire dalla condivisione di un programma chiaro per la città, e che questo si costruisca per step, ben prima del periodo elettorale. Non a caso, nell’ultimo anno, il PD Ragusa ha tenacemente aperto canali e creato opportunità di collaborazione con le altre forze progressiste, sia in occasione delle due campagne referendarie, sia nelle singole battaglie locali che ci hanno visto protagonisti. Pensiamo infatti che il programma si costruisca a partire dalle azioni concrete che ci uniscono, prima che da posizioni politiche astratte.
Aspetto formale. Le prossime amministrative a Ragusa saranno pressoché contemporanee alle elezioni politiche e regionali. Questo significa che, pur nell’autonomia dei territori, le dinamiche delle alleanze sui tre livelli avranno una marcata interdipendenza. Lo considero un elemento positivo, di chiarezza e di forza. Il principio che vogliamo affermare è che, anche al livello cittadino, il perimetro dell’alleanza di centrosinistra debba comprendere tutte le forze politiche presenti ai due livelli superiori, senza esclusioni pregiudiziali. Questo non esclude, all’inverso, che si possa allargare la coalizione ad eventuali altre forze politiche non presenti nelle alleanze regionale e nazionale o a soggetti locali di natura civica purché siano chiaramente collocati nel centrosinistra e altrettanto chiaramente alternativi ai governi di destra regionale e nazionale. Su questa base, teorizzo un perimetro aperto ed elastico in quanto capace di estendersi, non di contrarsi.
Aspetto soggettivo. La nostra posizione, sin dai primi abboccamenti con i potenziali alleati, è sempre stata questa: il PD Ragusa è pronto a non presentare una propria candidatura a sindaco in nome di una scelta unitaria che sia al tempo stesso credibile, autorevole e con reali possibilità di affermazione elettorale. Nessuna preclusione verso un candidato o una candidata che sia espressione di un altro partito, di un movimento civico o della società civile, con l’auspicio che però ci sia un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le persone che negli ultimi anni sono state protagoniste di frizioni e spaccature nel centrosinistra, affinché non si ceda a personalismi ma si agevoli una partita già difficile, evitando di porre candidature divisive al ruolo di garante della coalizione. Per questo motivo pensare a un nome terzo, preferibilmente civico, potrebbe aiutare a creare un clima di maggiore coesione, ma non è un presupposto indispensabile. Indispensabile è invece una postura politica generosa, leale e sinceramente interessata ad anteporre il bene della città agli interessi di parte.
Questi tre elementi, che metto a disposizione del dibattito, sono anche frutto della mia esperienza personale da ex candidato a sindaco di Ragusa. La prossima candidatura del centrosinistra va costruita nell’unità, con l’obiettivo, da anteporre a tutto il resto, di offrire alla città una vera alternativa al centrodestra, una governabilità di lungo corso e una rappresentanza larga delle espressioni progressiste ragusane. Con questi presupposti possiamo arrivare alle prossime elezioni forti di un progetto solido e fiduciosi in una buona riuscita.

