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Non si governa la movida con i divieti. Serve una visione per Marina di Ragusa

di Daniele Lo Presti

Giovani Democratici Ragusa

Siamo ormai in prossimità dell’estate 2026. Come ogni anno, ragusani e non solo si recheranno presso la zona marittima di Marina di Ragusa. Ciò comporterà un incremento prevedibile della presenza di giovani e turisti, in costante aumento, con una conseguente maggiore pressione su spazi pubblici, residenti e servizi.

Non stiamo quindi parlando di un’emergenza, ma di un fenomeno strutturale che si ripresenta ogni anno e che richiede programmazione e visione.

L’estate scorsa il Comune, per contrastare fenomeni di degrado urbano, ha emanato un’ordinanza “antibivacco” che prevede divieti di assembramenti “non corretti”, consumo di alcol e abbandono di rifiuti. La normativa è valida per l’intero periodo estivo, fino al 30 settembre, e prevede sanzioni fino a 500 euro. Si tratta di una misura che interviene su criticità reali, ma che agisce sul fenomeno senza affrontarne fino in fondo le cause.

In questo modo si sceglie la strada più immediata, quella del divieto, che però rischia di non risolvere il problema ma semplicemente di spostarlo di volta in volta, come già accaduto nel corso della scorsa stagione.

Noi Giovani Democratici di Ragusa riteniamo invece fondamentale tornare a costruire un clima di dialogo con i giovani, che non può essere episodico ma deve diventare un metodo stabile. Allo stesso tempo, crediamo sia necessario riorganizzare la gestione dei flussi della movida attraverso interventi semplici ma concreti: riqualificazione delle aree già frequentate, incremento dell’arredo urbano, miglioramento della gestione dei rifiuti e installazione di cestini nelle zone che oggi ne sono sprovviste o carenti.

L’obiettivo è evitare concentrazioni spontanee e disordinate dove capita, favorendo una distribuzione più equilibrata delle presenze e una convivenza più sostenibile con i residenti. In questa direzione, oltre alla valorizzazione di aree già esistenti come piazza Gomez e il Pamoky, si potrebbe anche iniziare a ragionare sulla possibilità di individuare una nuova area adeguatamente attrezzata.

Accanto a questo, riteniamo fondamentale puntare su una vera programmazione culturale e ricreativa degli spazi. Troppo spesso, infatti, Ragusa e Marina di Ragusa risultano povere di iniziative e occasioni di aggregazione, lasciando che la socialità si sviluppi in modo spontaneo e disordinato. Eventi, musica dal vivo, iniziative culturali diffuse e calendarizzate possono invece contribuire a orientare i flussi, offrire alternative e valorizzare il territorio. Non si tratta solo di “intrattenere”, ma di guidare in modo consapevole un fenomeno che altrimenti si autoorganizza senza regole.

Allo stesso tempo, è necessario coinvolgere maggiormente gli esercenti e promuovere una cultura della responsabilità condivisa, affinché la vivibilità degli spazi pubblici diventi un obiettivo comune.

L’amministrazione è intervenuta quando il problema era già esploso. Noi proponiamo invece di governarlo prima: non attraverso una logica emergenziale basata solo sui divieti, ma attraverso una visione strutturale capace di coniugare socialità, sicurezza e qualità della vita. Perché una città viva non si limita a vietare, ma organizza e valorizza la propria vitalità.

Comunità Progressista n. 6 – Maggio 2026

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