“Abbiamo votato favorevolmente alla realizzazione del parcheggio di Ragusa Ibla perché è un’opera fondamentale per il quartiere barocco, per i residenti, per le attività commerciali e per i visitatori. Ma il nostro sì non è un assegno in bianco per l’amministrazione Cassì e, soprattutto, non può servire al sindaco per appuntarsi al petto una medaglia che non gli appartiene”.
Lo dichiarano Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico, Saverio Buscemi, capogruppo di Controcorrente, e Angelo Laporta, capogruppo di Territorio, a nome dei rispettivi gruppi consiliari che hanno espresso voto favorevole al provvedimento.
“Il parcheggio non nasce con Cassì. L’idea risale all’amministrazione Chessari e fu portata avanti prima dai Democratici di Sinistra e successivamente dal Partito Democratico, insieme alle altre forze progressiste. Tutte le amministrazioni che si sono succedute hanno lavorato, pur tra difficoltà e ostacoli, nella prospettiva di dotare Ibla di questa infrastruttura. In una prima fase l’iter dovette fare i conti anche con i rinvenimenti archeologici e con il conseguente intervento della Soprintendenza. Nel 2016 il progetto riparte e nel 2018 l’amministrazione Cassì trova una proposta concreta, con un progetto redatto dall’ingegnere Schininà per conto del soggetto privato proponente e un costo allora stimato in circa 8 milioni di euro. Oggi siamo arrivati ad almeno 13 milioni e il parcheggio deve ancora essere costruito”.
È proprio sugli ultimi otto anni che PD, Controcorrente e Territorio concentrano la loro critica.
“Se l’opera fosse stata portata avanti con maggiore determinazione, oggi Ragusa Ibla avrebbe già il suo parcheggio. Invece siamo arrivati al 2026 soltanto all’approvazione del provvedimento e bisognerà attendere ancora almeno due anni per la realizzazione. Altro che medaglie: questa vicenda mette in evidenza i ritardi e la scarsa capacità di programmazione dell’amministrazione Cassì”.
Restano forti perplessità anche sulle condizioni economiche dell’operazione, ulteriormente rafforzate dalle risposte ricevute dai consiglieri durante la sospensione dei lavori d’aula.
“Per 32 anni affidiamo al privato non soltanto il nuovo parcheggio di Ibla, ma anche parcheggi comunali già esistenti e funzionanti che oggi generano complessivamente oltre 500 mila euro l’anno di ricavi, mentre al Comune spetterebbe un canone di circa 7 mila euro l’anno. Sappiamo bene che ricavi e utili non sono la stessa cosa: proprio per questo vogliamo conoscere quale sia oggi il margine netto prodotto da queste strutture e quale sia, nell’arco dei 32 anni, il reale vantaggio economico per il Comune. In un project financing è legittimo che il privato abbia un profitto, ma deve anche assumersi il rischio d’impresa. Tra contributo pubblico, parcheggi già realizzati e relativi ricavi, bisogna evitare che quel rischio venga ridotto quasi fino ad azzerarsi. Il compito del Comune è tutelare l’interesse dei ragusani, non mettere il privato al riparo dal rischio di fare impresa”.
A queste valutazioni si aggiungono il mancato passaggio in Consiglio comunale dello schema di convenzione tra Provincia e Comune e il mancato esame del progetto da parte della Commissione Centri Storici.
“Abbiamo criticato anche il metodo con cui l’amministrazione avrebbe voluto portare al voto un provvedimento così complesso l’11 agosto, dopo aver convocato la Commissione appena il giorno precedente. Abbiamo chiesto e ottenuto il tempo necessario per approfondire e fatto mettere agli atti tutte le nostre riserve. Alla fine abbiamo votato sì perché siamo favorevoli all’opera e vogliamo che venga realizzata al più presto. Ma il voto favorevole non cancella i ritardi e non ci impedisce di chiedere che siano tutelati fino in fondo gli interessi economici della città. Su ogni passaggio continueremo a vigilare”, concludono Calabrese, Buscemi e Laporta.

