IL PERCHÉ DI QUESTO CONFRONTO
di Vito Piruzza

Nove giugno duemilatre. Quella è stata l’ultima data in cui il fronte progressista nella sua interezza ha festeggiato una vittoria alle elezioni amministrative, a parte la parentesi solitaria di M5S sull’onda del massimo, e ragionevolmente difficilmente ripetibile, consenso raggiunto dal movimento.
Quell’esperienza del 2003 con il suo epilogo ha prodotto, per la verità assieme a tanti altri fattori, una lunga stagione di incapacità del fronte progressista di creare una coalizione che potesse anche solo aspirare a concorrere al governo della città.
Ma ogni fase politica ha un inizio e una fine, e voglio sperare che i tempi siano maturi per una fase politica nuova nella nostra città.
A livello nazionale viviamo da quattro anni l’incubo di un governo figlio dell’incapacità di PD e M5S di coalizzarsi, e a livello cittadino abbiamo vissuto la manipolazione di un proclamato civismo rivelatosi “di convenienza”.
Scottati da queste esperienze – non credo sia un’eco frutto della mia immaginazione percepisco un’insistente richiesta proveniente dall’elettorato progressista di voltare pagina, di trovare una sintesi che ci permetta alle prossime amministrative di essere competitivi per potere finalmente governare la città, affermando la nostra visione della comunità cittadina e del modo di affrontare i tanti problemi di Ragusa.
I tempi sono maturi per andare oltre!
Allinearsi alle aspettative e ai desideri degli elettori ovviamente comporta un prezzo da pagare, in termini di contenimento delle ambizioni personali, di disponibilità alla mediazione di un programma da condividere, di accantonamento delle ferite che ci si è reciprocamente inflitti in oltre venti anni di competizione, di messa a tacere dei pregiudizi, di sforzo di fidarsi l’uno dell’altro etc.
Capisco che sia un prezzo alto, ma è il prezzo della VITTORIA (“potenziale”, ma sicuramente non “velleitaria”)!
Finora invece, come elettori del fronte progressista, abbiamo pagato il prezzo della SCONFITTA: essere marginali nelle scelte effettuate da altri scelte che obbediscono a una visione della politica e a valori che non sono i nostri , vedere la città gestita come un manufatto cementizio invece che come una comunità di persone, assistere al prevalere dell’interesse della proprietà sull’interesse della comunità, subire gli effetti di scelte approssimative e improvvisate, senza una visione complessiva della città, etc. etc.
I due prezzi non credo siano paragonabili, non fosse altro perché quello che ho chiamato “il prezzo della vittoria” lo pagano soltanto i rappresentanti politici, invece quello che ho chiamato “il prezzo della sconfitta” lo paghiamo tutti i cittadini: solo chi non crede in una vera griglia di valori con cui filtrare l’azione politica può avere dubbi sulla scelta da effettuare, o solo chi è tanto illuso da sperare di vincere “in solitaria” nonostante oltre venti anni di esperienza.
Ecco il motivo per cui “Comunità Progressista” ha cercato di mettere a fattor comune il pensiero di tutti gli attori progressisti per sperimentare un reciproco ascolto senza il quale non è possibile iniziare un percorso comune.
Ci sembra inoltre importante che il dibattito abbia una dimensione pubblica e per questo, oltre ad aver chiesto a tutti gli attori del fronte progressista di esprimersi su questo nostro giornale – che fin dall’inizio abbiamo voluto non fosse semplicemente il bollettino di un partito, ma un luogo di incontro di sensibilità “compatibili” -, abbiamo anche chiesto e ottenuto la loro partecipazione all’evento di celebrazione del primo anno di “Comunità Progressista”, venerdì 24 luglio, per confrontarsi tutti insieme davanti alla città. Colgo anzi l’occasione per ringraziare della disponibilità e della benevolenza dimostrata nei confronti dell’iniziativa da parte di TUTTI loro.
L’esperienza ci ha dimostrato che la buona volontà di investire in un progetto unitario si è arenata sulle sabbie mobili degli incontri “ad escludendum”, dei capannelli in cui ciascuno ha riferito di aver sentito dire delle ambizioni di tizio o degli accordi occulti di caia; il linguaggio della trasparenza può essere solo di aiuto se si vuole veramente concorrere tutti insieme pretendendo ciascuno di essere rispettato, ma contemporaneamente riconoscendo a tutti quella pari dignità che è elemento imprescindibile di una relazione sana e conducente.
In quest’ottica, pur essendo “Comunità Progressista” un organo del Circolo ragusano del Partito Democratico, abbiamo voluto attribuire l’iniziativa alla testata e non al partito (pur consapevoli di non potere essere considerati super partes), per dare comunque il senso di non voler acquisire alcuna forma di primazia su un percorso molto delicato e sottoposto a tante incognite, che a nostro avviso va gestito con la serenità che richiede la costruzione, si spera, del futuro della nostra comunità cittadina finalmente in linea con i valori di solidarietà, attenzione ai più deboli e all’ambiente, partecipazione, trasparenza e inclusività cui aspiriamo.

