INCAPACITÀ AMMINISTRATIVA O CATTIVA VOLONTÀ?
di Peppe Calabrese
Capogruppo PD Consiglio Comunale Ragusa
Diciotto mesi per non approvare due strumenti semplici come il Registro comunale di genere e la Carriera Alias non sono un ritardo tecnico. Sono una scelta politica. O, nella migliore delle ipotesi, l’ennesima dimostrazione dell’incapacità amministrativa della giunta Cassì. In entrambi i casi, il risultato non cambia: un voto unanime del Consiglio comunale è stato lasciato marcire nei cassetti.
La vicenda risale al luglio del 2024, quando il Partito Democratico ha presentato una mozione per istituire anche a Ragusa il Registro comunale di genere e la Carriera Alias, raccogliendo le richieste arrivate da cittadini, cittadine e associazioni LGBT, rimaste fino a quel momento senza alcuna risposta concreta da parte dell’amministrazione comunale.
Parliamo di strumenti semplici, già adottati in altri enti, che servono a riconoscere l’identità elettiva o Alias, cioè il nome scelto dalla persona al posto di quello risultante dai documenti anagrafici, nei casi di percorsi di transizione o di identità di genere non conformi. Strumenti che rappresentano un segnale minimo di civiltà istituzionale, riducendo disagi quotidiani, umiliazioni evitabili, difficoltà che derivano dal disallineamento tra documenti, identità personale e vita reale.
A ottobre del 2024 quella mozione è arrivata in Consiglio comunale dopo il passaggio dagli uffici e dagli assessorati competenti. Il testo originario, presentato dal PD, è stato anche parzialmente riscritto per consentire una convergenza ampia tra tutte le forze politiche. Come gruppo consiliare, abbiamo scelto responsabilmente di non trasformare quella battaglia in una bandierina di partito.
Abbiamo rinunciato alla paternità esclusiva dell’iniziativa perché l’obiettivo era più importante del merito politico e il Consiglio ha votato favorevolmente all’unanimità.
Da quel momento, però, il nulla. Non un regolamento. Non una linea guida. Non un cronoprogramma. Non un atto concreto. Non una comunicazione ufficiale. Non una spiegazione seria alla città. Solo silenzio, rinvii e immobilismo.
Durante una recente seduta consiliare abbiamo chiesto chiarimenti. La risposta dell’assessore Catia Pasta è stata francamente inaccettabile: la Carriera Alias sarebbe ferma perché mancherebbe personale formato sulla privacy. Sul Registro comunale di genere, invece, nemmeno una motivazione degna di questo nome.
La giunta Cassì non può nascondersi dietro scuse così ridicole: davvero un Comune capoluogo non riesce, in un anno e mezzo, a formare il personale necessario? Davvero un’amministrazione che parla continuamente di efficienza, innovazione e modernità si blocca davanti a un adempimento amministrativo così limitato? La verità è che siamo davanti a un alibi che nasconde precise responsabilità politiche.
Lo dimostra anche il confronto con il Comune di Vittoria, dove la giunta municipale ha approvato le linee guida per l’Identità Alias senza grandi difficoltà e in tempi ragionevoli. A Ragusa, invece, ogni decisione appena un po’ scomoda viene impantanata, ma questo è il metodo cui Cassì ci ha abituati: annunciare, assorbire il merito, prendere tempo e aspettare che la città dimentichi. Ma questa volta non può funzionare.
A questo punto la domanda è inevitabile: la Carriera Alias e il Registro comunale di genere sono fermi perché la giunta Cassì non è capace di portarli avanti o perché non vuole? Il dubbio è legittimo anche alla luce della nuova collocazione politica del sindaco. Nel 2024 Cassì era ancora formalmente civico. Oggi è ufficialmente in Forza Italia. E l’adesione a Forza Italia non è un fatto neutro, soprattutto quando parliamo di diritti civili, inclusione e riconoscimento delle persone.
Il sindaco può anche continuare a ripetere che non è cambiato nulla. Ma i fatti dicono altro. E pesa anche il silenzio di chi, dentro quella giunta, continua a definirsi di sinistra. Perché sui diritti non basta fare professione privata di progressismo. Bisogna avere il coraggio di assumere posizioni pubbliche, soprattutto quando si siede accanto a un sindaco e ad assessori organici al centrodestra.
La città non può essere presa in giro e Cassì e la sua giunta devono dire chiaramente cosa intendono fare. Se vogliono approvare il Registro comunale di genere e la Carriera Alias, lo facciano subito, portando finalmente gli atti necessari. Altrimenti abbiano almeno il coraggio di dirlo apertamente alla città, senza nascondersi dietro la privacy, gli uffici, i tempi tecnici o altre scuse ormai indifendibili.
Comunità Progressista n. 6 – Maggio 2026

