TEMPO DI BILANCI, DI SINTESI E DI RIPARTENZE
di Riccardo Schininà
Segretario Circolo PD Ragusa
Questo settimo numero di “Comunità Progressista”, che segna il passaggio al secondo anno del nostro progetto editoriale, ci fornisce l’occasione per tracciare un bilancio dell’esperimento sin qui fatto. Al tempo stesso, ci offre il pretesto per un riposizionamento e una progettualità che guardano in avanti, anche alla luce delle considerazioni che vado brevemente a svolgere.
Il bimestrale del Circolo PD Ragusa è nato da un’intuizione semplice e però potente, e cioè quella della necessità di un luogo materiale, in questo caso cartaceo, nel quale raccogliere idee, riflessioni e proposte per la città, ma non solo. Un luogo nel quale potersi permettere i “pensieri lunghi” che la fretta del quotidiano non concede e che fosse arena di dibattito per la sua comunità di riferimento – la comunità progressista, appunto.
Con il restringimento degli spazi fisici di confronto – le vecchie sezioni di partito, i circoli, le piazze –, provare a costruire un riferimento tangibile, e non solo digitale, è stata una scelta tanto anacronistica quanto innovativa. I risultati l’hanno premiata, come dimostrano la qualità e lo spessore dei contenuti pubblicati nelle prime sei uscite. Facciamo un po’ di nomi: sulle pagine dedicate ai temi di respiro nazionale e internazionale abbiamo ospitato interviste e interventi di Romano Prodi, Gianni Cuperlo, Arturo Scotto, Andrea Giorgis, Natascia Maesi, Franco Grillini ed Emiliano Abramo, mentre lo spazio riservato alle questioni regionali è stato affidato agli stimoli e alle analisi del nostro deputato ARS Nello Dipasquale, del segretario regionale e della presidente del PD Sicilia Anthony Barbagallo e Cleo Li Calzi e della deputata dem all’ARS Valentina Chinnici. Accanto a loro, su ogni numero sono intervenuti gli e le esponenti di tante realtà del territorio, dalla CGIL al Movimento Federalista Europeo, dalle principali associazioni LGBT (Arcigay Ragusa, Agedo Ragusa e Cristiani LGBT Sicilia) alle associazioni culturali e di promozione sociale della nostra città. E poi giornalisti e intellettuali ragusani, insieme ai contributi provenienti dall’interno del Circolo PD Ragusa e dagli altri circoli della provincia, su una vasta gamma di tematiche legate ai diritti sociali e civili, alla scuola e alla salute, al lavoro e allo sviluppo, alla cultura e alla progettazione culturale; e, naturalmente, il resoconto puntuale dell’attività politica svolta dal nostro Circolo e dai rappresentanti eletti in Consiglio comunale.
Nel complesso, dalle pagine di “Comunità Progressista” è emersa una visione ad ampio raggio che, a partire da un nucleo comune, e cioè la condivisione di un punto di vista progressista, si è andata allargando secondo traiettorie peculiari alle diverse appartenenze ed esperienze, per restituire una lettura sfaccettata e plurale della nostra contemporaneità.
E passiamo all’oggi. Tanta ricchezza accumulata, di idee e di voci, merita di non essere dissipata e anzi di sedimentare nelle azioni concrete e nelle scelte politiche, non solo negli archivi del giornale. Precisamente con questo intento, il numero che state leggendo si propone come un laboratorio aperto a tutte le forze del centrosinistra ragusano per iniziare a comporre un’alternativa progressista per Ragusa.
Un’iniziativa che nasce dalle pagine del giornale con l’ambizione di approdare a un confronto diretto e duraturo, nella convinzione, maturata in questo anno di “Comunità Progressista”, che una comunità progressista nella nostra città esista già, e che sia nostro compito creare le condizioni affinché essa si riconosca come tale, si consolidi e avvii un percorso condiviso per proporre, alla prossima tornata elettorale, un programma unitario e una candidatura solida e credibile per il governo della città. Negli stessi mesi in cui assistiamo all’impennata reazionaria della peggiore destra dalla caduta del fascismo, riconoscersi comunità progressista, antifascista e democratica, anche nelle differenze – e anzi accogliere queste ultime come ricchezza anziché motivo di separazione –, più che una strategia politica è un imperativo morale.
Ed è con questo spirito “testardamente unitario” che battezziamo il secondo anno del bimestrale, non solo voce del Circolo, ma luogo di sperimentazione di possibili prossimità e alleanze.

